Psicoterapia sistemico-relazionale
In una scena molto intensa nel film Il discorso del re: il logopedista Lionel Logue chiede al futuro re Giorgio quando sia iniziato il suo problema di balbuzie. Lui, smarrito, risponde:
“C’è sempre stato.” Il terapista, con fermezza e dolcezza, replica: “Impossibile. Nessun bambino nasce che balbetta.”
È un passaggio semplice ma potente: ci ricorda che molte delle difficoltà che viviamo oggi non nascono con noi, ma sono il frutto delle esperienze, delle relazioni, delle risposte che abbiamo appreso nel tempo. E non finisce qui. Perché nel corso del film si rivelerà l’importanza della relazione terapeutica dapprima, ma soprattutto umana, tra il logopedista ed il suo “paziente”. È una scena che restituisce bene qualcosa che vedo spesso anche in terapia: non è il sintomo a cambiare per primo, ma il modo in cui una persona viene guardata, ascoltata e riconosciuta.
Ecco perché questo film, a mio avviso, traduce bene l’essenza di una terapia sistemico- relazionale. Innanzitutto perché il focus non è solo sul sintomo, ma sulla storia che lo sostiene: ciò che abbiamo imparato a fare (o a non fare) per affrontare la vita, le relazioni, lo stress. A volte quelle risposte funzionano, altre volte diventano disfunzionali e ci fanno soffrire.
La terapia sistemica lavora proprio lì: sulle trame del passato e del presente, per introdurre nuovi fattori di cambiamento. Oggi le neuroscienze confermano quello che l’esperienza clinica insegna da sempre: il cervello rimane plastico per tutta la vita. Questo significa che, anche se partiamo da condizioni simili, i nostri percorsi possono diventare profondamente diversi — perché le esperienze e le relazioni continuano a modellare chi siamo, ma anche che non esiste un momento in cui smettiamo di evolverci, di cambiare.
E dove inizia tutto questo? Nella famiglia, primo luogo degli attaccamenti e dei legami. Ma non si ferma lì: ogni incontro, ogni relazione significativa ha la forza di lasciare un segno. Per questo credo che curare le relazioni significhi anche aprirsi alla possibilità di un cambiamento reale, che non cancella la storia, ma la riscrive con nuove possibilità.
Il lavoro terapeutico, per come lo intendo, non è mai forzare il cambiamento. È accompagnare le persone a muoversi quando sono pronte, rispettando resistenze e tempi che spesso hanno avuto una funzione di protezione.
Nel mio lavoro clinico questo sguardo sistemico-relazionale si intreccia con un approccio psicodinamico, attento ai significati profondi, ai modelli di attaccamento, alle ripetizioni inconsapevoli che attraversano la storia personale e familiare. È un lavoro che tiene insieme passato e presente, dimensione individuale e relazionale, mondo interno e contesto.
A questo approccio integro strumenti come l’EMDR e, in alcuni percorsi, l’utilizzo della realtà virtuale, che permettono di lavorare in modo mirato sulle memorie traumatiche, sulle risposte corporee e sui sistemi di attivazione emotiva. Non come tecniche “aggiunte”, ma come facilitatori del processo terapeutico: strumenti che aiutano a rendere più accessibile ciò che spesso resta bloccato a livello implicito, non verbale, pre-riflessivo.
L’obiettivo rimane lo stesso: ampliare le possibilità di esperienza, di regolazione emotiva e di relazione. Perché il cambiamento non avviene solo comprendendo, ma anche vivendo nuove esperienze correttive, dentro una relazione terapeutica sufficientemente sicura. Ed è proprio in questo spazio – tra comprensione, esperienza e relazione – che può emergere una nuova libertà di risposta, più aderente a chi siamo oggi, e non solo a ciò che siamo stati.
Per conoscermi meglio.
Tutte queste esperienze hanno senso solo se riescono a tradursi in un lavoro clinico attento, rispettoso e umano, in cui la persona non venga mai ridotta a un caso o a una funzione…
Qui trovi alcune delle esperienze e dei percorsi formativi che hanno dato forma al mio modo di lavorare e di guardare alle persone e alle relazioni. Ogni esperienza mi ha aiutata a costruire uno sguardo più ampio e curioso sul funzionamento umano. Qui raccolgo le tappe più significative del mio cammino professionale e formativo. Esperienze lavorative più significative.
Studio privato (Bergamo/Milano, 2009–oggi) — Psicoterapia individuale, di coppia e familiare; EMDR; psicodiagnosi clinica e forense; presa in carico di adulti e minori ad alto potenziale/2E. Percorsi diagnostici e di supporto nell’ambito delle neurodivergenze (adulti e minori)
CTU/CTP – Tribunale per i Minorenni e Tribunale Ordinario (dal 2018) Valutazioni genitoriali, affidi/adozioni, valutazioni del danno biologico; audizioni protette come Ausiliaria del GIP. Valutazione capacità a testimoniare minori.
Coordinamento servizio di terapia familiare rivolto a famiglie fragili in carico a servizi di tutela minori e UONPIA (Pioltello, da Giugno 2024)
INPS Bergamo (2021–2025) — Valutazioni clinico-psicologiche per invalidità/104; relazioni psicodiagnostiche in commissioni medico-legali.
Servizio Tutela Minori (2017–2023) — Indagini psico-sociali per A.G.; sostegno alla genitorialità; coordinamento con rete territoriale (scuole, NPIA, comunità).
UEPE Aosta (2018–2019) — Osservazione clinica imputati/detenuti; valutazioni per misure alternative; sostegno psicologico.
Cooperativa Terzo Tempo, Torino (2015–2017) — Progettazione e coordinamento interventi psico-socio-educativi; fundraising e coprogettazione.
Centro di Ascolto Adolescenti ARIA, Torino (2015–2016) — Sostegno psicologico per 14–22 anni; gruppi genitori; lavoro in rete.
Cooperativa San Donato (Torino 2009-2015) – Sostegno alla genitorialità, Educativa Domiciliare Minori in nuclei fragili, conduzioni di incontri protetti, consulenze psico-educative.
Formazione principale
- Corso di alta formazione in pratica clinica della realtà aumentata e realtà virtuale (applicazioni cliniche e trauma-informed)
- Terapeuta EMDR I e II livello – Adulti e bambini/adolescenti
- Master in Psicodiagnostica Clinica e Forense età evolutiva e adulti
- Master in Psicologia Giuridica
- Violenza assistita; Minori e testimonianza (corsi specialistici).
- Scuola di Psicoterapia Sistemico-Relazionale “Mara Selvini Palazzoli” (2008–2013).
- Laurea in Psicologia Clinica dello Sviluppo e delle Relazioni (110/110 e lode).